Politica e istituzioni croate

La politica in Croazia

Politica CroaziaLa storia recente in termini politici della giovane Repubblica croata è notevolmente influenzata dagli avvenimenti stessi che hanno portato alla creazione del nuovo Stato. La politica nazionalista di Franjo Tujiman ha portato al paese 10 anni di isolamento internazionale. Le elezioni legislative e presidenziali che si sono svolte nel 2000 hanno segnato una svolta. Dopo un mese che era morto il presidente Tujiman, gli elettori hanno deciso di cambiare rotta scegliendo l'opposizione di centro sinistra che si è presentata con un programma di apertura all'Europa, con un consolidamento delle istituzioni democratiche del paese.

Nel 2003 si è assistito ad un altro rovesciamento della situazione, che ha visto tornare al potere il centrodestra guidato tuttavia da una figura moderata come Ivo Sanader, colui che ha saputo rinnovare il partito del defunto presidente Tujiman, l'HDZ, eliminando le ali più estreme e ponendosi anch'egli su posizioni filo europeiste.

A fare vincere la destra nel 2003 questa volta non sono stati i suoi elettori tradizionali, come le vecchie personalità del regime, non le liti militari con la Chiesa, ma una grande fetta di società marginalizzata, la quale viveva in uno Stato che dal dopoguerra era ancora in attesa di una precisa identità. Tutto questo era ancora più evidente dove non arrivavano i benefici di uno dei pilastri dell'economia croata, il turismo.

Il governo di centro-destra guidato da Sanader ha portato avanti con successo le sue scelte filo europeiste e il dialogo con il tribunale dell'Aja. Nel 2005 sono iniziati i negoziati per l'adesione alla UE, che si concluderà nel 2013 con l'adesione definitiva.

Il 1 luglio 2009 Sanader, da sei anni premier e da dieci capo dell'Hdz, si è dimesso a sorpresa ritirandosi dalla vita politica, sembra in seguito agli effetti della crisi economica che aveva portato il Governo ad assumere misure severe non accettate dal popolo, ma anche per il veto della Slovenia all’ingresso della Croazia nella UE e per sospetti di corruzione. Nello stesso anno è stata eletta a premier Jadranka Kosor, sino ad allora vice primo ministro nel governo del dimissionario Ivo Sanader.

Nelle elezioni del 2010 è stato eletto come presidente della repubblica Ivo Josipovic, esponente del partito socialdemocratico il che ha rivesciato di nuovo la situazione politica.

I cambiamenti politici repentini, che si sono avuti negli ultimi anni, hanno dimostrato la debolezza dei leaders che per i timori di andare contro all'opinione pubblica non hanno preso le decisioni necessarie al paese, paralizzando di fatto le riforme economiche.

In Croazia gli effetti della crisi finanziaria mondiale del 2010 si sono legati strettamente alle vicende del negoziato finale per l'adesione all'Unione europea. Le misure anticrisi adottate hanno visto un taglio agli stipendi pubblici e alle pensioni, una riforma fiscale, abolizione di alcune mensilità aggiuntive etc. Comunque nel 2010 si è registrato un rallentamento nella crescita del debito estero e il Governo prevede una ripresa delle attività economiche nel 2011 anche grazie ai programmi di investimento lanciati dedicati soprattutto a settori dell'energia, trasporti e turismo.

La Croazia attuale è molto diversa dal paese che è uscito dalla guerra del 1991. La democrazia si è rafforzata in questi anni, grazie soprattutto alla politica del governo di centrosinistra che ha portato il paese fuori dal suo isolamento. Attraverso un emendamento alla costituzione che fu scritta dallo stesso Tujiman si è voluto limitare i poteri del capo dello Stato facendo requisire al Parlamento le sue prerogative istituzionali che erano state precedentemente quasi annichilite. Grossi passi avanti sono stati fatti anche a favore della libertà di stampa e a favore delle minoranze. In questo contesto ha assunto un ruolo importante la figura di Stipe Mesic allora presidente. Mesic è stato l'ultimo presidente della Jugoslavia unita, ma fu anche il primo uomo politico croato a testimoniare nel 1998 contro lo stesso Tujiman denunciando l'accordo di spartizione della Bosnia con il leader serbo Slobodan Milosevic; la sua collaborazione consentì di riconoscere le responsabilità di altri militari croati nella guerra e nei massacri che seguirono in Bosnia. Questo suo ruolo gli costò l'allontanamento dal partito di Tujiman, l'HDZ, nonché i grossi problemi di stabilità interna.

 

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